LAMPADE SI’ – LAMPADE NO?

E’ un dubbio che, almeno una volta nella vita, ci siamo posti un po’ tutti.

Visto che in questo blog ci proponiamo di diffondere cultura ed informazione in campo estetico vediamo di fare chiarezza:

RAGAZZA STESA SULLA SABBIA NATURE BEACH

A COSA SERVE LA VITAMINA D

Il nostro organismo necessita di numerosi nutrienti ed elementi per poter funzionare in modo armonioso e perfetto.

Una delle vitamine più importanti e spesso sottovalutata è la VITAMINA D, chiamata anche “La vitamina del sole”.

La vitamina D è essenziale per la calcificazione ossea, ma è anche in grado di agire positivamente su occhi, cuore, muscoli, polmoni e proliferazione cellulare. La sua mancanza provoca gravi disturbi al nostro organismo come debolezza cronica, scarsa calcificazione ossea e osteoporosi.

L’assunzione di vitamina D può avvenire tramite via orale con gli alimenti, purtroppo però questa metodologia è inefficiente e può portare a carenze e scompensi. Infatti l’80% della Vitamina D si ottiene normalmente tramite una corretta esposizione ai raggi ultravioletti.

Il sistema più efficiente per favorire la sintesi della vitamina D da parte del nostro organismo è quindi l’esposizione ai raggi ultravioletti. I raggi UV infatti, sia che provengano dal sole, sia che da altre fonti come lampade abbronzanti, stimolano l’organismo nella produzione della preziosa vitamina, essenziale al buon funzionamento del corpo umano.

L’invenzione delle lampade ad ultravioletti, oggi utilizzate a fini estetici, è avvenuta in Germania, proprio per cercare di ovviare al problema della scarsa esposizione al Sole e della conseguente mancanza di vitamina D nei bambini, che così rischiavano di soffrire di disturbi ossei come il rachitismo.

CHI HA INVENTATO LE LAMPADE ABBRONZANTI?

Quando fu inventata la prima lampada abbronzante? Durante la Prima Guerra Mondiale!

 

Non ci credete? Beh… invece è proprio così.

A seguito dei numerosi casi di rachitismo (malattia infantile da carenza di Vitamina D, caratterizzata da gravi disturbi dell’ossificazione con deformazioni ossee conseguenti) che si verificarono a Berlino, nel 1918, un medico tedesco, il Dt. HULDSCHINSKY, cominciò a sottoporre i bambini a trattamenti di lampade UV.

Il risultato fu sorprendente: il rachitismo e la deformazione alle ossa si riducevano notevolmente, tanto che a Dresda vennero smontate le luci dei semafori per avere lampadine da convertire a luce UV.

L’effetto è quello ben conosciuto di stimolazione della VITAMINA D, in cui assenza, lo sviluppo delle ossa viene gravemente compromesso.

PER SAPERNE DI PIU’

Fare le lampade è molto semplice, economico e che dà ottimi risultati per il benessere e per l’aspetto fisico.

Sono molti i dubbi e le domande per chi vuole fare le lampade abbronzanti e vuole saperne di più.

  • FARE LE LAMPADE FA MALE?

In senso generale è utile ricordare come qualsiasi cosa, portata all’eccesso, ha dei risvolti negativi. (es. un bicchiere di vino rosso al giorno fa bene al cuore, un fiasco di vino al giorno, invece, nuoce la salute del fegato).

Fare le lampade ha molti effetti sull’organismo, alcuni correlati tra loro, altri meno, e sono tutti riconducibili all’azione che anche il Sole ha sugli esseri umani.

Nel rapporto rischi-benefici si evidenziano molte proprietà delle lampade abbronzanti:

  • STIMOLAZIONE di VITAMINA D, essenziale per le ossa per fissare il calcio e in grado di prevenire numerosi altri disturbi come l’osteoporosi;
  • STIMOLAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO;
  • MIGLIORAMENTO DEL TONO DELL’UMORE e del CICLO CIRCADIANO, in quanto stimola endorfina e serotonina;

Numerosi studi evidenziano come il rapporto rischi-benefici sia a favore degli ultravioletti, con importanti dichiarazioni anche di medici di fama mondiale come UMBERTO VERONESI.

  • FARE LE LAMPADE IN GRAVIDANZA?

No, la legge proibisce di fare lampade durante la gravidanza.

La Futura Mamma può però ricorrere all’Abbronzatura Spray.

  • FARE LE LAMPADE CON LE MESTRUAZIONI?

Assolutamente si, nessun problema in tal senso, anche se in caso di scarsa ventilazione e se soffrite già di pressione bassa, potreste avvertire qualche piccolo giramento di testa.

  • FARE LE LAMPADE CON LA PILLOLA CONTRACCETTIVA?

In questo caso nessuna controindicazione. Qualche soggetto potrebbe sperimentare, a seconda dei farmaci che prende, un’abbronzatura non uniforme. Normalmente bisogna comunque controllare sul foglietto illustrativo se il farmaco è fotosensibilizzante.

  • E’ NECESSARIA UN’ABBRONZATURA ARTIFICIALE PRIMA DI ANDARE IN VACANZA?

Una pre-abbronzatura, prima dell’esposizione al sole, è raccomandata per preparare la pelle alla luce solare intensa che riceverà durante il periodo estivo.

  • E’ SCONSIGLIATO FARSI LA DOCCIA DOPO UN TRATTAMENTO DI ABBRONZATURA?

La diceria che la doccia elimini l’abbronzatura è falsa. L’abbronzatura si crea nella pelle e non sulla pelle anche se, in virtù del ricambio delle cellule, alla lunga è destinata a scomparire. La cosa migliore per migliorare l’abbronzatura è idratare tanto la pelle.

  • E’ NECESSARIO UTILIZZARE OCCHIALI PROTETTIVI?

E’ raccomandato poiché le palpebre essendo sottili non bloccano completamente i raggi ultravioletti. Si consiglia inoltre di togliere le lenti a contatto.

  • SI PUÒ FARE LA LAMPADA CON MAKE UP?

E’ sconsigliato caldamente per evitare di avere un’abbronzatura non omogenea, a patto che non sia un fondotinta apposito con protezione solare.

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA LAMPADE AD ALTA PRESSIONE E BASSA PRESSIONE? – QUAL’E’ LA MIGLIORE?

Le lampade ad alta pressione e bassa pressione si distinguono per il tipo di raggi ultravioletti che emettono. Esistono due tipi di raggi UV, quelli A e quelli B. Quando la luce colpisce il nostro corpo, la pelle assorbe le radiazioni UVA e UVB che penetrano a profondità differenti.

  • LAMPADE A BASSA PRESSIONE usano come fonte luminosa tubi UV caratterizzati da un funzionamento a temperatura più basse.

Questo tipo di dispositivi emette una quantità rilevante di raggi UV di tipo B, caratterizzati da una lunghezza d’onda più corta e da una minor potere di penetrazione dei tessuti.

I Raggi UVB tendono ad arrossare maggiormente la pelle ma determinano anche un aumento della melanina (melanogenesi). Esagerare con una macchina a bassa pressione dunque può portare a scottature ed eritemi ma, con una corretta esposizione, l’effetto è quello di una abbronzatura meno intensa ma più duratura e dorata.

  • LAMPADE ALTA PRESSIONE usano invece come fonti luminose lampade UV a bulbo (“in pressione” appunto), che funzionano a temperature più elevate.

Questi dispositivi emettono principalmente raggi UV di tipo A, caratterizzati da una maggior lunghezza d’onda e da un maggior potere di penetrazione.

I Raggi UVA sono deputati alla “pigmentazione immediata” determinando lo scurimento per foto-ossidazione della melanina già presente sulla superficie della pelle.

L’abbronzatura in questo caso sarà più rapida ed intensa, ma dona una pigmentazione “effimera” destinata a regredire dopo poco tempo.

MA ALLORA, PER QUALE SOLARIUM OPTARE?

Entrambe le tipologie.

SE USATE CORRETTAMENTE e CON LA GIUSTA ATTENZIONE, combinando le due tipologie si avranno ottimi risultati.

Se vogliamo evitare scottature ed avere un´abbronzatura immediata è meglio una alta pressione; se invece vogliamo preparare la pelle all´esposizione solare e avere un’abbronzatura graduale e duratura nel tempo meglio una bassa pressione!

Meglio ancora sarebbe alternare i due tipi: qualche seduta con la bassa pressione per stimolare nuova melanina e qualche seduta con la alta pressione per “colorarla” ossidando la melanina.

LA NUOVA TECNOLOGIA SOLARIUM: COLLAGENIUM

Il nuovo tubo dalla caratteristica forma “a onda” e luce rossa, permette di godere contemporaneamente di diversi effetti bio-positivi sulla pelle e di conseguenza sull’intero organismo grazie alla sua unica e simultanea emissione di diverse lunghezze d’onda che lo differenziano totalmente dai classici tubi abbronzanti azzurri.

Le sue onde regolari lungo tutto lo sviluppo del tubo generano un aumento della superficie di irraggiamento, costituendo un design innovativo studiato appositamente per aumentare le performance delle apparecchiature solarium.

Pensato per un’abbronzatura dorata e invidiabile ma che rispetti la salute della pelle, stimola la produzione naturale di collagene da parte dei fibroblasti e contrasta l’invecchiamento cutaneo

Oltre ai raggi UVA e UVB, in questi innovativi tubi COLLAGENIUM troviamo simultaneamente altre due differenti lunghezze d’onda:

  • LUCE BLUE (430 nM) PER UNA PELLE SENZA IMPERFEZIONI

Questa particolare frequenza di luce è già nota in campo estetico e medico da anni per la sua spiccata funzione antisettica capace di coadiuvare i trattamenti rivolti a inestetismi con presenza di forme batteriche come ad esempio acne, inoltre ha la capacità di ridurre l’insorgere di macchie spesso presenti sulla cute.

  • LUCE ROSSA (633 nM) COLLAGENE PER UNA PELLE SEMPRE GIOVANE

La fotobiostimolazione generata dalla frequenza del colore rosso di questi tubi stimola efficacemente i fibroblasti presenti nel derma, le cellule predisposte alla produzione di nuovo collagene. In questo modo la pelle risulta più tonica e vitale, rassodata e luminosa, garantendo così una reale funzione anti-age.

ABBRONZATURA SICURA 0.3!

Il nuovo Decreto prevede che tutte le apparecchiature abbronzanti abbiano un’emissione di 0.3 W su metro quadrato inteso come somma UVA e UVB.

La misurazione è rilevata con apposite apparecchiature (spettro radiometro) nel punto in cui l’utilizzatore è collocato all’interno dell’apparecchiatura.

La procedura di adeguamento consiste in un intervento tecnico volto a far si che il Solarium abbia l’emissione definita dal Decreto, al termine del quale viene rilasciata una dichiarazione di emissione di 0.3 W su metro quadrato ed una integrazione del manuale d’uso e manutenzione.

E QUALCUNO CHE FA PARTE DEL MONDO DELL’ESTETICA PUÒ FORSE AFFERMARE DI NON ESSERE STATO TRAVOLTO DAL CICLONE “NUOVA NORMATIVA”?

Ma soprattutto: i contenuti, gli obblighi ed i rischi della stessa sono chiari o regna sovrana ancora una grande confusione?
Anche questa volta speriamo di dare un contributo di veridicità e professionalità, basando il nostro modo di fare informazione su notizie certe e, soprattutto, tratte da fonti ufficiali.

Cosa è cambiato oggi nel mondo dell’abbronzatura?

Rispetto al passato, cioè̀ prima del 23 luglio 2007, oggi deve essere rispettato da tutte le apparecchiature per l’abbronzatura il limite d’irradianza efficace di 0,3 w/mq.

Esiste un modo semplice per capire il concetto d’irradianza efficace?
L’irradianza efficace è definita dalla normativa 60335-2-27 e calcolata secondo la curva di ponderazione. Non è un concetto facile da semplificare, ma vorrei provare a farlo citando un esempio. Durante il tempo di esposizione di un Solarium, ai raggi ultravioletti emessi viene assegnato un punteggio, in funzione della loro dannosità o meno. La somma di questi valori è l’irradianza efficace, che deve essere minore di 0,3 w/mq per rientrare nel nuovo parametro.

Cosa significa 0,3 Watt/mq?

0,3 Watt/mq indica il cosiddetto irraggiamento di riferimento. Si tratta di un valore introdotto ai fini della standardizzazione. Il valore (0,3 Watt/mq) corrisponde alla FORZA DELL’IRRAGGIAMENTO SOLARE ALLE ORE 12, ALL’EQUATORE, SUL LIVELLO DEL MARE E A CIELO TERSO.

Cosa significa irraggiamento efficace da eritema?

Per irraggiamento efficace s’intende l’irraggiamento che causa un processo o una reazione. Si definisce irraggiamento efficace da eritema la capacità dei raggi solari di provocare una scottatura della pelle, se si supera una determinata soglia.

Se la potenza del Solarium è stata ridotta, le apparecchiature possono garantire ancora dei buoni risultati?

Chi prende il sole a mezzogiorno all’equatore, s’abbronza. E chi si espone troppo a lungo ai raggi solari, si scotta. Gli apparecchi conformi alla nuova normativa abbronzano come prima. La differenza rispetto alle configurazioni attuali è che sono necessari tempi un po’ più lunghi.

Ci sono altre disposizioni, come ad esempio un tempo minimo di esposizione?

Il tempo di esposizione ideale dipende da molti fattori diversi, tra cui il tipo di pelle dell’utente, il livello di abbronzatura (dato dai trattamenti precedenti), lo stato di salute.

Inoltre, l’eventuale assunzione di medicinali può rendere la pelle più sensibile ai raggi UV.

Per questo è fuori luogo parlare di un tempo di esposizione minimo e massimo.

Una consulenza competente presso il centro d’abbronzatura di vostra fiducia è la base per determinare l’apparecchiatura più adatta e, soprattutto, i tempi di esposizione ideali per ogni cliente, in modo tale da ottenere una pelle ed un benessere psico-fisico d’alto livello.

[DS-NB]

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